Bogoròditse dièvo. Un approfondimento

L’AUTORE

Arvo Pärt, nato a Paide (Estonia) l’ 11 settembre 1935, è un compositore di musica contemporanea legato al minimalismo.
Si trasferì giovanissimo nella cittadina di Rakvere non lontana da Tallinn. Qui ebbe il primo contatto con la musica. Durante gli anni della scuola cominciò a studiare sia il pianoforte (incoraggiato dalla madre) che l’oboe e le percussioni. Entrò al Conservatorio di Tallinn ma iniziò effettivamente a comporre nel 1958 con le “Zwei Sonatinen” per pianoforte. In seguito approfondì lo studio sulla dodecafonia e la serialità postweberniana che lo condussero a sperimentare i sistemi compositivi delle avanguardie dell’epoca.
La convinzione che la sua “convivenza con l’atonalità lo stava portando a un vicolo cieco”, lo portò a decidere di studiare il barocco e il canto gregoriano conducendo contemporaneamente una ricerca di semplificazione progressiva nella sua musica, allo scopo di eliminare il “superfluo” e l’esagerazione dalle sue composizioni.
Il risultato fu la creazione (1976 “Cantus in memoriam Benjamin Britten”) di un nuovo stile molto rigoroso ed originale: il tintinnabuli, costruito interamente su triadi e scale tonali, dove l’impiego della voce umana è di rilevante importanza.
Da quel momento la sua lunga carriera è stata dedicata al perfezionamento del suo metodo compositivo, da lui ancora oggi utilizzato.
Nel 2011 è stato insignito del dottorato honoris causa in musica sacra dal Pontificio Istituto di Musica Sacra, insieme a Luigi Ferdinando Tagliavini e Diego Fasolis e nello stesso anno  é stato nominato membro del Pontificio Consiglio della Cultura da Papa Benedetto XVI.

IL BRANO MUSICALE

Brano di forte carica emotiva, Bogoroditse Djevo è un vibrante omaggio alla Vergine Maria, é una preghiera che riflette, come gran parte della musica di Pärt, la devozione religiosa del compositore. Bogoroditse Djevo prende il testo della liturgia ortodossa; il titolo si traduce come “O Madre di Dio”.
Le sonorità del lavoro mettono in risalto il diatonismo insito nella tecnica “firma tintinnabuli” di Pärt. Egli ha paragonato questa tecnica alla dicotomia tra lo spirito e la carne, o tra le cose celesti e quelle terrene. In Bogoroditse Djevo, questo concetto emerge nel tessuto musicale: il pezzo inizia con una formula liturgica su un accordo duraturo, dolcemente scandito dal contorno del testo in lingua tradizionale della Chiesa ortodossa slava. Quindi, improvvisamente, questo “religioso rispetto” viene interrotto da linee melodiche giubilanti emergenti dal ricco insieme degli accordi. Tutto il pezzo si caratterizza per l’alternarsi di queste due espressioni di devozione e di gioia divina.
Il lavoro é stato commissionato dal King College Choir di Cambridge ed è stato composto nel 1992. La prima esecuzione é avvenuta in quello stesso anno come parte del concerto di Natale annuale della scuola.

IL TESTO

Bogoróditse Djévo, ráduissja,
Blagodátnaja Marije
Gosspódss Tobóju.
Blagosslovjéna Ty v zhenách,
I blagosslovjén plod chrjéva Tvojégó,
Jáko Sspássa rodilá jeessí dush náshikh.

Ave Vergine, Madre di Dio,
Maria piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra tutte le donne,
e benedetto è il frutto del tuo seno,
perché tu hai generato il Salvatore delle nostre anime.

 

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