Concerto per la Vergine di Guadalupe

In occasione della celebrazione della Messa del Santo Padre presso la Basilica di San Pietro in onore di Nuestra Señora de Guadalupe, il Coro Latinoamericano di Roma con i Cori del progetto Spazio Corale diretti dal Mº Eduardo Notrica, terranno un concerto straordinario.

Il programma del concerto prevede alcuni brani del barocco latinoamericano in onore della Ns. Señora Virgen de Guadalupe, Patrona dell’America Latina ed altri brani del repertorio sacro della musica latinoamericana dedicati alla Vergine, come la famosa La Guadalupana o Nuestra Señora de las Américas.

«la dolcezza del suo sguardo ci accompagni in questo Anno Santo, perché tutti possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio» (Bolla Misericordiae Vultus, 24).

La Vergine apparve a San Juan Diego in Messico nel 1531. Dopo la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo nel 1492, la progressiva conquista dei territori e la colonizzazione, furono processi che inevitabilmente portarono importanti conseguenze. Missionari al seguito dei “conquistadores” avevano con loro strumenti musicali, spartiti di opere sacre, fin dai primi viaggi. Questo sicuramente fu un sistema ed un metodo di comunicazione che si utilizzò nell’intento di colonizzare e di convertire le popolazioni indigene. Riuscirono cosí ad amalgamare i ritmi e le sonorità dei riti sacri delle numerose etnie indigene presenti sui territori (Maya, Inca, Atzechi…) con la musica proveniente dal vecchio Continente. Maria apparve a Juan Diego Cuauhtlatoatzin, un azteco convertito al cristianesimo, sulla collina del Tepeyac a nord di Città del Messico, più volte tra il 9 e il 12 dicembre 1531. Il nome Guadalupe è stato dettato dalla Vergine Maria stessa a Juan Diego e significa  “colei che schiaccia il serpente”.

Composizioni che verranno eseguite durante la messa, come Hanacpachap cussicuinin, prima opera polifonica di cui si hanno notizie (Perú – 1631) scritta in quechua, ma in stile barocco, oppure Dios itlaçonantzine, in lingua náhuatl, sono opere sacre composte da autori anonimi, probabilmente indigeni che studiavano nelle missioni (GiannaTudini)

Per l’immagine tratta da internet, si ringrazia: Nuestra Señora De Guadalupe by Pristine Cartera Turkus (http://pristine-carteraturkus.pixels.com/index.html)

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