Sulla imperfezione della musica corale

Nella coralità amatoriale ci sono molte cose imperfette.

Ma, a mio avviso, nella coralità amatoriale il vero obbiettivo non è la perfezione. E’ la stessa natura del mio lavoro a presupporre che la perfezione musicale sia per molti una meta lontana, perseguibile ma spesso irraggiungibile. Ma il vero obbiettivo non è la perfezione musicale : è accendere il “famoso” fuoco. Negli adulti, nei bambini. un fuoco che sia rispettoso al massimo delle mille regole che rendono il cantare bene una cosa difficilissima anche per i professionisti.

E’ come se i coristi, grandi e piccoli, nessuno dei quali professionista, fossero nel contempo cantori ma anche la prima specialissima fila di un pubblico d’élite. La cosa peculiare di questo tipo di coralità è toccare il loro cuore aiutandoli ad usare anche la testa. Solo in questo modo anche il pubblico, quello seduto in sala, può venire coinvolto ed emozionato, Ma per fare questo, un direttore deve – o dovrebbe – avere molta più testa che cuore.

Alexander Zielinski

1 commento su “Sulla imperfezione della musica corale
  1. Letizia Piredda

    W l’imperfezione!!!!!
    Il meglio è nemico del bene: questa affermazione mi ha permesso di imparare e di fare le cose meglio e senza essere sopraffatta dall’ansia da prestazione.

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